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Giornata Mondiale dell’Alzheimer – 21 settembre 2026. Dare senso alla cura: affrontare insieme la malattia di Alzheimer

Pubblicato il 21 Settembre 2026.

Conoscere prima, prendersi cura meglio

Il 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, un’occasione per aumentare la consapevolezza su una delle principali sfide sanitarie e sociali del nostro tempo. L’Alzheimer è la forma più comune di demenza e non riguarda soltanto la memoria: con il tempo può influenzare il linguaggio, l’orientamento, il comportamento e l’autonomia della persona.

La demenza interessa oggi milioni di persone nel mondo e il numero è destinato ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione. Per questo è sempre più importante promuovere la prevenzione, riconoscere precocemente i segnali e garantire un’assistenza centrata sulla persona.

Riconoscere prima i segnali

La malattia può iniziare in modo graduale e talvolta quasi impercettibile. Dimenticare frequentemente appuntamenti o informazioni recenti, avere difficoltà a trovare le parole, perdersi in luoghi conosciuti o incontrare difficoltà nello svolgimento di attività abituali possono essere segnali da non ignorare.

Non ogni dimenticanza è però sintomo di Alzheimer. Quando i cambiamenti diventano persistenti e interferiscono con la vita quotidiana, è importante parlarne con il proprio medico e, se necessario, effettuare una valutazione specialistica.

Una diagnosi tempestiva permette alla persona e alla famiglia di comprendere meglio la situazione, pianificare le cure e l’assistenza e partecipare alle decisioni sul proprio futuro.

La prevenzione inizia prima

La salute del cervello è strettamente legata alla salute generale. Attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, controllo della pressione arteriosa e del diabete, non fumare, limitare il consumo di alcol e mantenere una buona vita sociale possono contribuire a ridurre il rischio di declino cognitivo.

La prevenzione non può eliminare completamente il rischio di demenza, ma prendersi cura della propria salute nel corso della vita significa anche prendersi cura del cervello.

La persona prima della malattia

Con il progredire dell’Alzheimer, la persona può perdere progressivamente alcune capacità, ma conserva la propria storia, le proprie emozioni e il bisogno di relazione.

Routine familiari, attività piacevoli, un ambiente sicuro e riconoscibile e una comunicazione semplice possono aiutare a mantenere il più possibile autonomia e qualità di vita.

Anche chi assiste ha bisogno di sostegno. Il carico del caregiver può essere significativo e l’accesso a informazioni, servizi territoriali e momenti di sollievo è parte integrante della cura.

La Giornata Mondiale dell’Alzheimer ci ricorda quindi che conoscere prima significa poter fare di più: intervenire tempestivamente, prendersi cura della salute, sostenere le famiglie e costruire una rete di assistenza attenta e rispettosa della persona.

Conoscere prima. Agire prima. Prendersi cura insieme.