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L’Incontinenza Urinaria

L’incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria è una condizione caratterizzata dalla perdita involontaria di urina. Si tratta di una situazione di estremo disagio, soprattutto dal punto di vista sociale e relazionale, che coinvolge circa 7 milioni di persone in Italia. L’incontinenza può colpire sia gli uomini sia le donne di qualsiasi età, ma è più diffusa fra le donne e gli anziani, interessando il 30% circa delle donne anziane e il 15% degli uomini anziani.

Tipi di incontinenza urinaria

Esistono diversi tipi di incontinenza urinaria

A seconda delle cause che provocano l’incontinenza urinaria, si potrà parlare di:

  • Incontinenza da sforzo, che si manifesta a seguito degli sforzi fisici che comportano un aumento della pressione sull’addome, come colpi di tosse e starnuti, il sollevamento di oggetti pesanti, la modifica della postura o dei movimenti bruschi. Può essere dovuta a gravidanza, parto e frequente menopausa.
  • Incontinenza da urgenza, o vescica iperattiva, quando si prova un bisogno di urinare improvviso e intenso, seguito da perdita involontaria di urina. La muscolatura della vescica si contrae con un “preavviso” molto scarso, che non lascia il tempo di raggiungere il bagno. Le cause sono molto varie e vanno dalle infezioni urinarie all’assunzione di sostanze (come farmaci o alimenti) che possono irritare la vescica, fino a morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer, ictus, lesioni o danni al sistema nervoso legati alla sclerosi multipla e alla mielolesione.
  • Incontinenza da rigurgito, quando la perdita è o costante, a causa della difficoltà di svuotare completamente la vescica. L’urina rimasta tende quindi a fuoriuscire dopo la minzione. Questo tipo di incontinenza può manifestarsi nelle persone che soffrono di danni alla vescica, ostruzione dell’uretra o danni neurologici provocati dal diabete.
  • Incontinenza mista, quando si presentano i sintomi di più tipi di incontinenza, per esempio dell’incontinenza da stress e da urgenza.

Cause

Sono diversi i meccanismi che possono portare all’incontinenza urinaria.

Spesso si tratta di una combinazione di meccanismi:

  • Debolezza dello sfintere urinario o della muscolatura pelvica (detta incompetenza del collo vescicale)
  • Presenza di un’ostruzione sul percorso dell’urina in uscita dalla vescica (ostruzione del collo vescicale)
  • Spasmo o iperattività della muscolatura delle pareti vescicali (vescica iperattiva)
  • Debolezza o deficit della muscolatura delle pareti vescicali
  • Scarsa coordinazione tra muscolatura della parete vescicale e sfintere urinario
  • Un aumento del volume urinario
  • Problemi funzionali

La debolezza o il deficit della muscolatura della parete vescicale, l’ostruzione del collo vescicale o in particolare entrambe queste condizioni possono causare incapacità di urinare (ritenzione urinaria). La ritenzione urinaria, paradossalmente, può causare incontinenza da rigurgito a causa di perdite determinate dalla vescica stracolma.

In generale, le cause più frequenti di incontinenza sono

  • Vescica iperattiva nei bambini e nei giovani adulti
  • Debolezza della muscolatura pelvica nelle donne dopo il parto
  • Ostruzione del collo vescicale negli uomini di mezza età
  • Disturbi funzionali, come ictus e demenza, negli anziani

Diagnosi

Come per qualsiasi problema di salute, un’attenta anamnesi e un approfondito esame obiettivo sono fondamentali.

Un urologo, in primo luogo, può porre al paziente domande circa le abitudini individuali e può raccogliere informazioni relative alla storia medica personale e familiare. Il modello di perdita del controllo minzionale suggerisce il tipo di incontinenza affrontato.

L’esame fisico si concentra sulla ricerca di segni di particolari condizioni mediche che causano incontinenza, tra cui stipsi, prolasso, ernie, ostruzione delle vie urinarie e disturbi neurologici. Di solito, alla prima valutazione sono eseguite analisi ematochimiche e delle urine, per riscontrare prove di infezione, calcoli urinari o altre cause che contribuiscono all’incontinenza urinaria.

Se i risultati suggeriscono che sia necessaria un’ulteriore valutazione, possono essere raccomandate indagini come la cistoscopia o l’urodinamica, eseguite per misurare la capacità della vescica, il flusso di urina e il residuo post minzionale, oltre a stabilire il mal funzionamento dei muscoli pelvici.

Terapia

L’obiettivo di ogni trattamento per l’incontinenza urinaria consiste nel migliorare la qualità di vita del paziente

Il trattamento per l’incontinenza urinaria dipende dal tipo d’incontinenza, dalla gravità del problema, dalla causa sottostante e da quali misure si adattano meglio allo stile di vita del paziente. Inoltre, alcuni approcci terapeutici sono ottimali per gli uomini, mentre altri sono più adatti per le donne. Nella maggior parte dei casi, la prima linea di trattamento è conservativa o minimamente invasiva.

I farmaci possono essere necessari a seconda della causa dell’incontinenza. Se i sintomi sono più gravi e tutti gli altri trattamenti non sono efficaci, può essere raccomandato un approccio chirurgico. Il successo terapeutico dipende, in primo luogo, dalla corretta diagnosi. Nella maggior parte dei casi, è possibile ottenere grandi miglioramenti e la risoluzione dei sintomi.

In linea generale possiamo riassumere i trattamenti in:

  • Trattamenti conservativi: modifiche dello stile di vita (perdita di peso, dieta sana, esercizio fisico); esercizi muscolari pelvici (esercizi di Kegel).
  • Farmaci: alcune terapie possono influenzare i nervi e i muscoli del tratto urinario in modi diversi e, in certe situazioni, può essere utilizzata anche una combinazione di farmaci (anticolinergici, estrogeni topici, imipramina).
  • Terapie iniettive: alcuni trattamenti per l’incontinenza urinaria prevedono l’iniezione di tossina botulinica di tipo A (soprattutto in caso di vescica iperattiva) o di Agenti di carica (collagene bovino o materiale adiposo autologo, per favorire la chiusura uretrale e ridurre le perdite di urina).
  • Chirurgia: può essere usata per gestire l’incontinenza urinaria, solo dopo il fallimento di altri trattamenti (procedure di sling, colposospensione, sfintere urinario artificiale).

Presidi per l’incontinenza

I presidi per l’incontinenza urinaria possono essere forniti dal Sistema Sanitario Nazionale.

I cittadini affetti da grave incontinenza urinaria cronica e i soggetti che usufruiscono di assistenza domiciliare integrata e cure palliative possono usufruire dell’assistenza per l’acquisto di particolari presidi.

Tale assistenza si rivolge a soggetti affetti da grave incontinenza urinaria o fecale cronica (prescrizione di un medico specialista di branca redatta su ricettario standardizzato del Servizio Sanitario Nazionale);
a soggetti affetti da incontinenza urinaria o fecale cronica a prescindere dalla gravità in presenza di un verbale d’invalidità civile che riporti anche la sola diagnosi di incontinenza urinaria o fecale cronica o una patologia correlata; soggetti che usufruiscono di assistenza domiciliare integrata e cure palliative.

Per l’accesso alla prestazione è necessario presentare: una prescrizione del medico specialista di branca redatta su ricettario standardizzato del Servizio Sanitario Nazionale in cui venga evidenziata la grave incontinenza urinaria o fecale cronica oppure una prescrizione del medico di medicina generale qualora il richiedente sia in possesso di un verbale di invalidità civile che riporti nelle diagnosi anche l’incontinenza.

La certificazione deve inoltre riportare la diagnosi dettagliata, la tipologia di dispositivo prescritto con il codice identificativo del Nomenclatore Tariffario, il quantitativo e la durata della fornitura. Il quantitativo non può superare i 120 pezzi mensili tra fornitura di traverse e pannoloni.

Per il rinnovo dei presidi è necessario presentare una prescrizione specialistica o la prescrizione del medico di medicina generale.